Maria AUSILIATRICE

Maria AUSILIATRICE

sabato 15 ottobre 2016

Catechesi mariane di Giovanni Paolo II

35."NEL MAGNIFICAT MARIA CELEBRA L’OPERA MIRABILE DI DIO"

Mercoledì, 6 novembre 1996

1. Ispirandosi alla tradizione veterotestamentaria, col cantico del Magnificat Maria celebra le
meraviglie compiute in lei da Dio. Il cantico è la risposta della Vergine al mistero
dell’Annunciazione: l’angelo l’aveva invitata alla gioia, ora Maria esprime l’esultanza del suo
spirito in Dio salvatore. La sua gioia nasce dall’aver fatto l’esperienza personale dello sguardo
benevolo rivolto da Dio a lei, creatura povera e senza influsso nella storia. Con l’espressione
Magnificat, versione latina di un vocabolo greco dello stesso significato, viene celebrata la
grandezza di Dio, che con l’annuncio dell’angelo rivela la sua onnipotenza, superando attese e
speranze del popolo dell’Alleanza e anche i più nobili desideri dell’anima umana. Di fronte al
Signore, potente e misericordioso, Maria esprime il sentimento della propria piccolezza: "L’anima
mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà
della sua serva" (Lc 1,47-48). Il termine greco "tapéinosis" è probabilmente mutuato dal cantico di
Anna, madre di Samuele. In esso sono indicate l’"umiliazione" e la "miseria" di una donna sterile
(cf. 1Sam 1,11), che affida la sua pena al Signore. Con simile espressione Maria rende nota la sua
situazione di povertà e la consapevolezza di essere piccola davanti a Dio che, con decisione
gratuita, ha posato lo sguardo su di Lei, umile ragazza di Nazaret, chiamandola a divenire la Madre
del Messia.
2. Le parole "d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata" (Lc 1,48) prendono avvio dal
fatto che Elisabetta per prima abbia proclamato Maria "beata" (Lc 1,45). Non senza audacia, il
cantico predice che la stessa proclamazione si andrà estendendo ed ampliando con un dinamismo
inarrestabile. Allo stesso tempo, esso testimonia la speciale venerazione per la Madre di Gesù,
presente nella Comunità cristiana sin dal primo secolo. Il Magnificat costituisce la primizia delle
varie espressioni di culto, trasmesse da una generazione all’altra, con cui la Chiesa manifesta il suo
amore alla Vergine di Nazaret.
3. "Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la
sua misericordia si stende su quelli che lo temono" (Lc 1,49-50). Che cosa sono le "grandi cose"
operate in Maria dall’Onnipotente? L’espressione ricorre nell’Antico Testamento per indicare la
liberazione del popolo d’Israele dall’Egitto o da Babilonia. Nel Magnificat essa si riferisce
all’evento misterioso del concepimento verginale di Gesù, avvenuto a Nazaret dopo l’annuncio
dell’angelo. Nel Magnificat, cantico veramente teologico perché rivela l’esperienza del volto di Dio
compiuta da Maria, Dio non è soltanto l’Onnipotente al quale nulla è impossibile, come aveva
dichiarato Gabriele (cf. Lc 1,37), ma anche il Misericordioso, capace di tenerezza e fedeltà verso
ogni essere umano.
4. "Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha
rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i
ricchi a mani vuote" (Lc 1,51-53). Con la sua lettura sapienziale della storia, Maria ci introduce a
scoprire i criteri del misterioso agire di Dio. Egli, capovolgendo i giudizi del mondo, viene in
soccorso dei poveri e dei piccoli, a scapito dei ricchi e dei potenti e, in modo sorprendente, colma di
beni gli umili, che gli affidano la loro esistenza (cf. Redemptoris Mater, 37). Queste parole del
cantico, mentre ci mostrano in Maria un concreto e sublime modello, ci fanno capire che è
soprattutto l’umiltà del cuore ad attrarre la benevolenza di Dio.
5. Infine, il cantico esalta il compimento delle promesse e la fedeltà di Dio verso il popolo eletto:
"Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri
padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre" (Lc 1,54-55). Colmata di doni divini, Maria
non ferma il suo sguardo al suo caso personale, ma capisce come questi doni siano una
manifestazione della misericordia di Dio per tutto il suo popolo. In lei Dio compie le sue promesse
con una fedeltà e generosità sovrabbondante. Ispirato all’Antico Testamento ed alla spiritualità della
figlia di Sion, il Magnificat supera i testi profetici che sono alla sua origine, rivelando nella "piena
di grazia" l’inizio di un intervento divino che va ben oltre le speranze messianiche d’Israele: il
mistero santo dell’Incarnazione del Verbo.

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