Maria AUSILIATRICE

Maria AUSILIATRICE

venerdì 22 gennaio 2016

Catechesi mariane di Giovanni Paolo II

8. "RUOLO DELLA DONNA ALLA LUCE DI MARIA"

Mercoledì 6 Dicembre 1995

1. Come ho già avuto modo di illustrare nelle precedenti catechesi, il ruolo affidato dal disegno
divino di salvezza a Maria, illumina la vocazione della donna nella vita della Chiesa e della società,
definendone la differenza rispetto all’uomo. Il modello costituito in Maria, infatti, mostra
chiaramente ciò che è specifico della personalità femminile. In tempi recenti, alcune correnti del
movimento femminista, nell’intento di favorire l’emancipazione della donna, hanno mirato ad
assimilarla in tutto all’uomo. Ma l’intenzione divina manifestata nella creazione, pur volendo la
donna uguale all’uomo per dignità e valore, ne afferma nel contempo con chiarezza la diversità e la
specificità. L’identità della donna non può consistere nell’essere una copia dell’uomo, essendo
dotata di qualità e prerogative proprie, che le conferiscono una sua autonoma peculiarità, sempre da
promuovere e da incoraggiare. Queste prerogative e peculiarità della personalità femminile hanno
raggiunto in Maria il pieno sviluppo. La pienezza della grazia divina infatti favoriva in lei ogni
capacità naturale tipica della donna. Il ruolo di Maria nell’opera della salvezza è totalmente
dipendente da quello di Cristo. Si tratta di una funzione unica, richiesta dal compimento del mistero
della Incarnazione: la maternità di Maria era necessaria per dare al mondo il Salvatore, vero Figlio
di Dio, ma anche perfettamente uomo. L’importanza della cooperazione della donna alla venuta di
Cristo viene posta in evidenza nell’iniziativa di Dio che, mediante l’angelo, comunica alla Vergine
di Nazaret il suo disegno di salvezza, affinché essa vi possa cooperare in modo consapevole e
libero, esprimendo il proprio consenso generoso. Si realizza qui il modello più alto della
collaborazione responsabile della donna alla redenzione dell’uomo - di tutto l’uomo -, che
costituisce il riferimento trascendente per ogni affermazione sul ruolo e la funzione della donna
nella storia.
2. Nel realizzare tale sublime forma di cooperazione, Maria indica anche lo stile attraverso il quale
la donna deve concretizzare la sua missione. Di fronte all’annuncio dell’angelo, la Vergine non
manifesta alcun atteggiamento di orgogliosa rivendicazione, né intende soddisfare personali
ambizioni. Luca ce la presenta desiderosa soltanto di offrire il suo umile servizio con totale e
fiduciosa disponibilità al disegno divino di salvezza. E’ questo il senso della risposta: "Eccomi,
sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38). Non si tratta infatti di
un’accoglienza puramente passiva, dal momento che il suo consenso viene dato solo dopo aver
manifestato la difficoltà che nasce dal suo proposito di verginità, ispirato dalla volontà di
appartenere più integralmente al Signore. Ricevuta la risposta dell’angelo, Maria esprime
immediatamente la sua disponibilità, conservando un atteggiamento di umile servizio. E’ l’umile,
prezioso servizio che tante donne, sull’esempio di Maria, hanno offerto e continuano ad offrire nella
Chiesa per lo sviluppo del regno di Cristo.
3. La figura di Maria ricorda alle donne di oggi il valore della maternità. Non sempre nel mondo
contemporaneo si dà a tale valore l’opportuno ed equilibrato rilievo. In alcuni casi, la necessità del
lavoro femminile per provvedere alle accresciute esigenze della famiglia e un erroneo concetto di
libertà, che vede nella cura dei figli un ostacolo alla autonomia ed alle possibilità di affermazione
della donna, hanno offuscato il significato della maternità per lo sviluppo della personalità
femminile. In altri casi, al contrario, l’aspetto della generazione biologica diventa talmente rilevante
da porre in ombra le altre significative possibilità che la donna ha di esprimere la sua innata
vocazione ad essere madre. In Maria, ci è dato di capire il vero significato della maternità che,
all’interno del disegno divino di salvezza, raggiunge la sua dimensione più alta. Per lei l’essere
madre non solo dona alla personalità femminile, fondamentalmente orientata verso il dono della
vita, il suo pieno sviluppo, ma costituisce, altresì, una risposta di fede alla vocazione propria della
donna, che assume il suo valore più vero solo alla luce dell’alleanza con Dio (cfr. Mulieris
dignitatem, 19).
4. Guardando attentamente a Maria, noi scopriamo in lei anche il modello della verginità vissuta per
il Regno. Vergine per eccellenza, nel suo cuore ella ha maturato il desiderio di vivere in tale stato
per raggiungere una intimità sempre più profonda con Dio. Per le donne chiamate alla castità
verginale, Maria, rivelando l’alto significato di così speciale vocazione, attira l’attenzione sulla
fecondità spirituale che essa comporta nel piano divino: una maternità di ordine superiore, una
maternità secondo lo Spirito (cfr. Mulieris dignitatem, 21). Il cuore materno di Maria, aperto a tutte
le miserie umane, ricorda altresì alle donne che lo sviluppo della personalità femminile richiede
l’impegno nella carità. Più sensibile ai valori del cuore, la donna mostra un’alta capacità di dono
personale. A quanti nella nostra epoca, propongono modelli egoistici per l’affermazione della
personalità femminile, la figura luminosa e santa della Madre del Signore mostra come solo nel
donarsi e nel dimenticarsi per gli altri è possibile raggiungere la realizzazione autentica del progetto
divino sulla propria vita. La presenza di Maria, pertanto, incoraggia nelle donne i sentimenti di
misericordia e di solidarietà per le situazioni umane dolorose, e suscita la volontà di alleviare le
pene di coloro che soffrono: i poveri, gli infermi e quanti hanno bisogno di soccorso. In virtù del
particolare legame con Maria, la donna nel corso della storia ha rappresentato spesso la vicinanza di
Dio alle attese di bontà e di tenerezza dell’umanità ferita dall’odio e dal peccato, seminando nel
mondo i germi di una civiltà che sa rispondere alla violenza con l’amore.

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